martes, 9 de diciembre de 2014

Carolina Ramirez tra Due Sponde


Innanzitutto ringrazio a Issa Maggi, per il suo impegno in favore delle donne, e il suo invito personale ad essere partecipe negli Stati Generali delle Donne. e ringrazio a tutti voi per la vostra presenza.
Sono convinta che questa sia la migliore opportunità di incontrarci di parlare e conoscerci, è l’opportunità di rompere il silenzio tra di noi e condividere nostre esperienze, nostre idee ed opinioni.

Raccontarvi che la mia prima esperienza migratoria è stata in Argentina agli inizi del 1993, dove sono vissuta per 13 anni a Buenos Aires, con il passo degli anni mi sono sentita pienamente integrata con amici ed amiche argentini.

Al primo approccio mi sono innamorata dalla sua gente vivace e solidale dove ho trovato conforto e sostegno per superare le prime difficoltà della ricerca del lavoro.

A Milano è stato diverso sono arrivata per stare insieme al mio marito che aveva arrivato molto prima, un contrasto differente del Argentina in termini di trovarmi in un’altra città con nuova gente, altre abitudine alimentari, un altro idioma del spagnolo al Italiano, sono circa 8 anni di vita in Italia ed ancora oggi faccio confusione quando parlo italiano mischiando con lo spagnolo.

Credetemi nei miei sogni ancora mi incontro in Argentina o il Perù. Ma quando mi sveglio mi rendo conto che sono a Milano una città moderna e del incontro con altre culture, è evidente quando salgo sul autobus o metropolitana guardandomi intorno me accorgo di una diversità di gente, che parlano altri idiomi ed appartengono a diversi paese di provenienza. ed anche noi peruviani secondo l’Imu al 01 luglio 2011 soltanto a Milano città siamo 22,850; mentre in Italia secondo l’Istat al 01 gennaio 2013 siamo 109,374 e di questo il 60% siamo donne ed il 40% uomini.

Non sbaglio si dico che tutte le donne migranti sanno che non è facile cominciare di nuovo in altro paese, soprattutto cominciando con l’idioma e la ricerca del lavoro, ma è necessario e si deve continuare avanti cercando la migliore possibilità di trovare l’opportunità di cominciare a studiare l’idioma, di incontrare con il passaparola tra le donne di nostro paese la possibilità del lavoro e con questo il sollievo di riuscire a concretare il sogno per la quale abbiamo immigrato di migliorare nostra condizione di vita.

Dal mio arrivo appartengo all’Associazione peruviana Centro Socio Culturale Antonio Raimondi che promuove l’integrazione sociale dei migranti attraverso progetti di educazione alla cittadinanza ambientale e la promozione dei valori culturali del Perù, associazione che aderisce al Forum Città Mondo, istituito dal Comune di Milano il 24 ottobre 2011 che coinvolge la partecipazione di oltre 500 associazioni, è parte costituente dell’Associazione di secondo livello Associazione Città Mondo il 25 settembre 2013.
In entrambi organizzazioni, ho avuto l’opportunità di incontrare tante donne di diverse paese del mondo, identificate con i vestiti delle sue tradizioni culturali del africa, del India, del Europa e l’America Latina, di scambiare il saluto e chiedere di dove sei, e mi sono accorta che ogni donna e un mondo sconosciuto per tutte le altre.

In particolare sono membro del Tavolo di Lavoro Donne e Culture, del Forum Città Mondo. Nostro obiettivo è di approfondire l'importante tema del ruolo della donna a Milano e in generale nelle varie parti del mondo nel campo culturale, sociale ed economico, di condividere esperienze idee ed opinioni, di conoscerci per eliminare gli stereotipi attraverso il dialogo interculturale.

Sono convinta che il tempo e le continue frequentazione sono quelli che in certa misura hanno modificato nostri comportamenti e vediamo in ognuna di noi le sue potenzialità di carattere, di formazione professionale, di esperienza di vita, coperti con il manto della cultura che in molti casi al primo approccio ci separa. Ma la esperienza ci insegna che dobbiamo avere il coraggio di continuare insieme che ci guardino non come un blocco omogeneo del genero femminile, neanche con la categoria della differenza di migrante, ci devono guardare come donne libere di scegliere il percorso delle sue decisione, di autonomia della propria gestione organizzativa.

Dobbiamo lavorare insieme con la buona volontà di ascoltarci a vicenda, di capirci cosa avviamo di differenze y cosa avviamo in comune ed in questa strada camminare insieme o meglio costruire insieme nostro spazio fisico dove parlare, dove attuare insieme con nostri sogni e costruire insieme nostro proprio spazio mentale, nostra identità plurale ed universale, soltanto cosi possiamo conquistare il podio delle pari opportunità.

Dobbiamo avere fiducia tra noi stesse, conoscerci meglio, affinché possiamo riuscire a cambiare un po’ nostra maniera di pensare e di attuare, conoscendoci possiamo vivere miglio nostra convivenza, in questa volta a favore delle donne. è fondamentale che dobbiamo prepararci per sfidare ed approfittare di nostre differenze, consolidare nostro genero in un solo gruppo, soltanto cosi possiamo occupare la altra parte del tavolo delle negoziazione e riuscire ad ottenere i vantaggi a nostre proposte.

Vi dico che oltre la politica, la religione e la tua morale, tu sei una donna che costituisce una famiglia, tu sei madre, sorella, figlia, tu sei moglie dell’uomo che ti vuole bene, ma sei una donna che elegge chi governa il tuo paese, chi decide nella tua regione e nel tuo comune. Oggi ci sono alcune donne nel mondo che hanno in mano il destino fondamentale di un paese. Ma sono ancora poche le donne nel mondo come capo di stato, 9 in confronto con una popolazione del 51% di rappresentazione donne.

Questa realtà ci deve far riflettere, che fuori di questi mura e di questo spazio, ci sono centinaia di donne che lavorano, oppure che stanno cercando lavoro, che hanno il sogno nella terra di origine, che pensano risparmiare qualcosa per il ritorno a casa, che stano al telefono tanti minuti e ore in collegamento con la mamma o figli lontani, tante donne che ancora migrano di un paese a un altro, siamo milioni e siamo ancora poche che lottano per i loro diritti. Certamente chi deve promuovere il diritto delle donne e il ruolo dello stato.

Ammiro a tutte le donne che oggi parlano per noi, che illustrano con saggezza quali sono i problemi delle donne e quali sono i risultati degli anni di lotta per i loro diritti, ammiro a tutte quelle donne che formano altre donne, che accompagnano nel percorso di contribuire al empowerment delle altre ed in questo momento vorrei ringraziare a tutte le donne del Tavolo Donne e Culture, donne con esperienza e saggezza che hanno deciso nominarmi la sua coordinatrice insieme ad una grande donna del Senegal Diarra Mame Fam.

Credo opportuno invitarvi ad approfittare di tutte nostre riflessione, che ci offre l’evento degli stati generale delle donne e condivido l’idea che arriveremo a idee concrete che ci permetta raffermare i principi di uguaglianza e rispetto della dignità delle donne.

Grazie.

 Roma 5 dicembre 2014

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